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Facciamo un salto indietro nel tempo:
In  natura l’uomo, da quando è comparso sulla terra, non aveva ancora nè il fuoco nè le cucine per cucinarsi la carne o altro (senza nulla togliere all’immensa utilità del fuoco). L’uomo adamitico si nutriva grosso modo come gli scimpanzé, cioè dei frutti degli alberi e delle erbe dei campi.
Lo scimpanzè è un mammifero facente parte dell’ordine dei Primati e della famiglia degli ominidi o scimmie antropomorfe, ed è la razza animale più vicina all’uomo. Geneticamente e fisicamente, è l’animale più somigliante all’uomo. Il DNA dello scimpanzé infatti è uguale a quello dell’uomo in una percentuale, oscillante intorno al 96% ed il 98%. Gli scimpanzè hanno conservato fino ad oggi il loro modo naturale di nutrirsi, sono al 99% vegetariani e per il restante 1% si nutrono di insetti(termiti). Se ad uno scimpanzè gli dai della carne cruda da mangiare non la guarda nemmeno, perchè non la identifica come cibo, e lo stesso faresti anche tu. Non metteresti mai in bocca un pezzo di carne insanguinata, o un pezzo di frattaglie, ti darebbe il voltastomaco solo al guardarlo, a differenza degli animali carnivori ai quali verrebbe l’acquolina in bocca di fronte ad un pezzo di carne.
 
La carne cucinata è un cibo taroccato e devitalizzato:
Ma se quello pezzo di carne, già in avanzato stato di putrefazione, viene cucinato con salse varie, arricchito con aromi e profumi, cioè sofisticato, “truccato”, in questa maniera l’uomo riesce a mangiarlo. Ma è un cibo taroccato, tossico, indigesto e devitalizzato a causa della distruzione della maggior parte dei suoi nutrienti sottoposti alle alte temperature della cottura.
 
La carne è un vero martirio per l’apparato digerente umano:
E’ un cibo negativo, perchè spreca più energie per la sua digestione rispetto a quelle che fornisce. Porta un bilancio in rosso, in passivo, nell’economia delle energie del corpo. Inoltre la carne, così elaborata e condita per renderla saporita, diventa un cibo ancora più pesante perchè richiede lunghissime ed elaborate digestioni. Un vero martirio per l’apparato digerente umano.
 
La carne intossica il sangue:
Cibi complessi come la carne possono impiegare dalle 4 alle 40 ore per essere completamente digerite, ed una parte dei prodotti di scarto della digestione possono permanere attaccati alle pareti del tratto terminale degli intestini, come fossero dei collanti o della pece, per anni e anni, intossicando il sangue e provocando infiammazioni agli intestini.
 
[Grazie Sebastiano! http://www.scuoladellasalute.it/perche-luomo-non-e-carnivoro/