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È una credenza tanto diffusa quanto infondata che le proteine animali siano indispensabili o migliori di quelle vegetali e che quindi i vegetariani siano a rischio di carenze proteiche.

L'assunzione nell'arco della giornata di cereali (pane, pasta, riso, etc), legumi (fagioli, le lenticchie, le ceci, etc) fornisce tutti gli aminoacidi necessari nelle giuste quantità e proporzioni
La soia è invece l'unica leguminosa in grado di fornire da sola, senza essere associata ai cereali, tutti gli aminoacidi necessari nelle giuste proporzioni Il vantaggio di ricavare le proteine dai cibi vegetali anziché dai cibi animali è che così facendo si può soddisfare i propri bisogni alimentari senza introdurre colesterolo e grassi saturi, notoriamente deleteri per la salute e inevitabilmente presenti in tutti i cibi animali .

Inoltre, le proteine vegetali aumentando la produzione di glucagone contribuiscono a ridurre i livelli di insulina (fattore di rischio per obesità e forse per tumori), ed essendo molto meno acide di quelle animali provocano la mobilizzazione di minori quantità di calcio dall'osso quando vengono eliminate con le urine. 
[http://www.scienzavegetariana.it/medici/domande/faq/proteine.html]

I vegetariani e i vegani che adottano una dieta ben bilanciata, basata su cereali, legumi, semi, noci e vegetali, consumeranno un misto di proteine complementari le une alle altre, naturalmente senza bisogno di alcuna programmazione. I fagioli sul pane, un panino con formaggio o burro di arachidi, muesli con latte di soia o vaccino) e riso con piselli o fagioli sono esempi comuni di complementarità proteica Inizialmente si riteneva che la complementarità proteica dovesse avvenire nell’ambito di uno stesso pasto, ma ciò attualmente è stato smentito, in quanto il corpo immagazzina a lungo termine gli amminoacidi essenziali. Una dieta vegetariana o vegana ben bilanciata fornirà tutte le proteine e gli amminoacidi essenziali necessari all’organismo.